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Malattie delle piante d'ulivo. Occhio alla qualità dell'olio


uliveti

Lebbra, piombatura, fumaggine e soprattutto occhio di pavone sono i patogeni da cui guardarsi nella gestione dell'oliveto. Generalmente il loro impatto economico è modesto, ma può divenire rilevante in alcuni ambienti e per determinate varietà

Usualmente l'importanza di questi patogeni viene trascurata a favore di una maggiore attenzione verso altri parassiti. Una tale visione nel passato era spesso giustificata dallo scarso impatto economico che avevano le tre principali malattie fungine dell'olivo: lebbra, piombatura, fumaggine e occhio di pavone.

In alcuni areali, per alcune varietà o in annate umide, con condizioni che favoriscono lo sviluppo e la diffusione dei funghi, il danno economico può risultare determinante, anche se spesso indiretto, ovvero causato da una imponente defogliazione con conseguente riduzione dell'attività fotosintetica e metabolica delle piante per la produzione di oli di qualità.

La miglior difesa, nei confronti di questi agenti patogeni, è sempre la prevenzione, ovvero garantire una buona areazione della chioma.

Occhio di pavone

Agente patogeno: Spilocaea oleagina

La diffusione avviene mediante i conidi che vengono veicolati dall'acqua; la penetrazione del fungo nei tessuti vegetali avviene attraverso la perforazione della cuticola.

Questo patogeno è presente sulla pianta praticamente tutto l'anno e i suoi conidi, in presenza di condizioni termo-igrometriche favorevoli (bagnatura di 24-48 ore e temperatura di 16-24 °C), germinano, penetrando attivamente all'interno dei tessuti.

Si tratta di un fungo in grado di attaccare giovani rametti e soprattutto foglie, in minor misura frutti. Si manifesta con tipiche macchioline rotondeggianti, grigiastre al centro e brune alla periferia, circondate da un alone giallastro.

Dalla penetrazione del fungo all'espressione dei sintomi può intercorrere un periodo di latenza molto variabile: da qualche settimana a diversi mesi, in relazione alle diverse condizioni ambientali.

Per scoprire precocemente la malattia può essere adottata la tecnica che consiste nell'immergere un campione di foglie in una soluzione di NaOH o KOH al 5% per 2-4 minuti a temperatura ambiente se si tratta di foglie giovani, o a 55-60 °C nel caso di foglie vecchie.

Qualora l'infezione sia presente, sulla pagina superiore delle foglie si evidenzieranno le tipiche macchioline circolari. La soglia di intervento si stima nel 30-40% delle foglie colpite.

Il danno consiste in una riduzione della superficie fotosintetica, filloptosi molto spinta in caso di attacchi gravi, indebolimento delle piante che sono così più sensibili ai danni da freddo.

Questa patologia è anche connessa alla suscettibilità varietale; appaiono particolarmente soggette all'infezione Sinopolese e Carolea e più tolleranti Ottobratica, Cassanese, Rogianella, Frantoio.

La difesa è affidata a trattamenti rameici generalmente concentrati da febbraio a aprile e dalla fine di settembre a tutto novembre.

 

Lebbra dell'olivo

Agente patogeno: Colletotrichum gleosporioides

Si conserva sotto forma di periteci, di micelio o di conidi nei frutti marciti, nei semi, nei residui vegetali. Penetra attraverso aperture naturali (stomi, lenticelle) o ferite.

I tessuti colpiti sono rami, foglie, frutti e talvolta anche i fiori. La presenza del patogeno è riscontrabile per eventuali macchie aride, biancastre, tondeggianti o irregolari sui rami che disseccano con caduta di foglie e frutti. Sui frutti si manifestano invece macchie brune più o meno chiare, spesso nel punto di inserzione del peduncolo. Sulle foglie, invece, macchie dapprima verde chiaro poi bruno, prevalentemente lungo i margini.

 L'infezione causata da questo micete determina cascola precoce delle olive con parziali o totali raggrinzimenti delle stesse. In alcune annate colpisce rametti e foglie. Dalle olive attaccate si ottiene un olio di qualità molto scadente. Nelle nostre zone dato che gli attacchi sono cospicui sono necessari interventi specifici, da effettuarsi ripetutamente durante il periodo autunnale.

 

[Rosario Franco]




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23/09/2006

 

 

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