I disagi per un gruppo di passeggeri del treno Eurostar Italia (9378), diretto a Roma Termini, iniziano appena il treno fa capolino - nel pomeriggio di lunedì 24 marzo 2008, ore 18:20 - sul binario (n. 2) della stazione di Lamezia Terme centrale.
Chi ha in pugno il proprio biglietto (titolo di viaggio, secondo il linguaggio forense) con posto prenotato sulla quarta carrozza di prima classe del treno intravede - appena l’Eurostar Italia arriva alla stazione di Lamezia Terme centrale - i primi segnali dell’inghippo ferroviario: la quarta carrozza non esiste.
A Lamezia Terme, nel tardo pomeriggio di una Pasquetta dai tratti invernali, fa freddo e il vento è radente. Sono le ore 18:20 (il treno, infatti, risulta già 10 minuti in ritardo rispetto all’orario programmato). E c’è chi guarda verso il treno (9378), con una certa ingenuità assetata di linearità, ed è sicuro che la carrozza numero quattro debba «esserci per forza; c’è la cinque, e quindi c’è la quattro…» dice un ragazzo davanti al treno Eurostar Italia (9378).
Ma c’è chi ha già fiutato l’inghippo e cerca di ricevere ragguagli da chi rappresenta Trenitalia (riconoscibile grazie alla inconfondibile divisa blu e verde): sul binario, una voce dal tono fastidioso cerca di impostare una risposta che si tramuta in domanda inquisitoria: «avete domandato - dice chi indossa la divisa di Trenitalia - al capotreno?». Insomma, nessuna risposta, ma una evasiva domanda rintuzzante proviene dall’uomo vestito con i colori di Trenitalia.
Pochi minuti dopo, però, i passeggeri con in mano i biglietti destinati alla quarta carrozza salgono sul treno Eurostar Italia (9378) e iniziano a “vederci chiaro”: la quarta carrozza di prima classe non c’è; il treno che avrebbe dovuto esserci è stato sostituito da un treno che presenta un’altra composizione. I posti della quarta carrozza di prima classe, quindi, sono “spariti”… Ed i passeggeri dell’Eurostar Italia (9378) devono accontentarsi di viaggiare nel vagone-ristorante oppure in seconda classe, compatibilmente con i posti disponibili fino all’arrivo a Roma Termini.
Il controllore, ovviamente, annota sul titolo di viaggio dei passeggeri, “defraudati” del proprio posto prenotato, la causa tecnica di un disagio che sarà “ripagato” con un rimborso uguale alla differenza di prezzo tra il biglietto di prima classe e quello di seconda classe.
E la sosta di alcuni sul vagone-ristorante? La si dovrà considerare un dono speciale dell’uovo di Pasqua che, con un giorno di ritardo, Trenitalia ha consegnato ai passeggeri “senza posto” del vagone “risucchiato” (ossia venuto meno per cause tecniche sopravvenute) tra le programmazioni dei treni destinati al Sud?
[Caspia]
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