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Antonio Staglianò , vescovo teologo che viene dal popolo


mons. Antonio Staglianò vescovo di NotoCosa può venire da Isola Capo Rizzuto, piccolo centro della provincia di Crotone? Che cosa può dare un cittadina piena di povertà e patria della ndrangheta crotonese?

Da una realtà difficile e notoriamente alla ribalta delle cronache di malavita, nasce monsignor Antonio Staglianò, nominato Vescovo di Noto, giovedì, 22 gennaio 2009, da Papa Benedetto XVI. 

Dalla Sala Stampa della Santa Sede, ed in contemporanea a Crotone in Calabria e Noto in Sicilia, si comunicava la nomina a Vescovo di Noto di monsignor Antonio Staglianò del clero dell'Arcidiocesi di Crotone - Santa Severina, finora Direttore dell'Istituto Teologico Calabro. 

Monsignor Staglianò è nato a Isola Capo Rizzuto il 14 giugno 1959 ed è stato ordinato sacerdote il 20 ottobre 1984 nell'Arcidiocesi di Crotone - Santa Severina. Don Tonino, sempre disponibile, è stato un sacerdote che si è sempre contraddistinto per la sua cultura e per la capacità di vivere la parola di Dio impregnata di teologia e sottolineando sempre la fede pensata. 

Uomo di Dio, sacerdote di popolo che è diventato teologo consulente della CEI per il Progetto Culturale fin dal 1997 dopo aver pubblicato tanti saggi e dopo essersi laureato in Teologia Fondamentale alla Pontificia Università Gregoriana nel 1986, e laurearsi nel 1995 in Filosofia presso l'Università Statale di Cosenza.

Un Vescovo crotonese, il quarto in un ventennio, con un curriculum studiorum di tutto rispetto che, dopo aver ricevuto l'ordinazione sacerdotale da Mons. Giuseppe Agostino, ha studiato teologia in Germania ricoprendo incarichi importanti come quello di Assistente diocesano della FUCI , Vicario parrocchiale a San Dionigi e a Santa Rita e Assistente spirituale dell'Ordo Virginum. Nonostante tutti i suoi impegni  non ha mai smesso di fare il Parroco a Le Castella, piccola frazione di Isola C. R., insieme al suo confratello, anche lui teologo, don Fortunato Morrone.

Con la venuta in Diocesi dell’Arcivescovo mons. Domenico Graziani, ha ricoperto la carica di Vicario Episcopale della Cultura lavorando con tutto il clero, sacerdoti e diaconi, per portare avanti una missione dettata dal documento “il Vangelo in un mondo che cambia”.

Apprezzato da tutti per le sue comunicazioni teologiche in tutta Italia e all’estero, Mons. Staglianò, nella sua qualità di Direttore e Docente dell'Istituto Teologico Calabro, è stato giovane alunno, nel Seminario arcivescovile milanese, di mons. Gianfranco Ravasi che lo spinse a conoscere il pensiero di Antonio Rosmini, soprattutto attraverso il suo bel saggio La "teologia" secondo Rosmini (Morcelliana 1988). Un saggio, apprezzato molto da tutti dove emergeva chiara la visione rosminiana, ha affermato l’autorevole mons. Ravasi, di una «fede che feconda il pensiero, mostrando come il dogma, la rivelazione, il soprannaturale, la religione, la teologia non possono essere realtà da giustapporre alla ricerca di un senso dell'uomo, poiché Cristo rivela l'uomo a se stesso».

Da famiglia modesta, per volontà di Dio, nasce un grande sacerdote pieno di spirito e impregnato di cultura che ha insegnato alla Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale di Napoli e all'Istituto di Scienze Religiose di Crotone. Il suo modo di fare, la sua voglia di portare il Vangelo alle genti impregnato della cultura teologica e contemporanea, sono stati i caratteri distintivi del ministero di don Tonino, sempre lì a puntualizzare per il bene della Chiesa e sempre pronto a dare consigli direttamente e attraverso i suoi scritti.  Una figura particolare disegnata dal Signore per il popolo che oggi diventa Vescovo di Noto in una Sicilia che tenta il rilancio scrollandosi dell’etichetta di terra mafiosa.

[Salvatore Barresi]


 

la notizia:  dalla Chiesa crotonese un altro vescovo: don Antonio Stagliano'




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