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Crotone, qui nacque Vincenzo Scaramuzza


Una mattina rigida, silenziosa, i vicoli intorno a via Pescheria sembrano conservare un’atmosfera di altri tempi, nonostante le brutture che  hanno stravolto con inutili balconi, scalette e molto altro, l’estetica di quel che era questo pezzetto di centro storico, della città di Crotone.

La casa natale del M° Vincenzo Scaramuzza, di anni ne ha duecento, per fortuna ben conservata, la facciata ha ora una targa che ne ricorda la nascita, ci abita ancora la nipote diretta, la signora Ascoli, con la sua famiglia, Cosentino. Ci fa salire,si respira un’aria dove la cultura, la musica si coltiva e non da ora, ci mostra i ritratti degli antenati, dei genitori del maestro, insegnante di pianoforte, la madre, appartenente ad una famiglia di musicisti di Tropea. Insomma davvero uno spaccato non certo anonimo e banale.

Nel vicolo, pronti per la cerimonia della targa, due giovani musicisti Matteo Dauria al violino, Giacomo Gagliardi alla tromba, un gruppo di cultori della musica colta, amici, pronipoti, rappresentanti di Italia Nostra,  le socie di gettini di vitalba, realizzatrici della targa e dell’evento.

La cerimonia è stata pensata esattamente così, lo scoprimento è stato a cura della nipote e di una emozionatissima Monica Stirpari, allieva prediletta del M° a Buenos Aires, di nascita argentina, genitori calabresi.

Non c’è stato bisogno di spendere denaro, quello pubblico in particolare, solo la ricchezza delle idee e l’impegno per una città meno superficiale, che ama molto l’apparire.

Il pomeriggio, il gruppo è stato ospitato a palazzo Berlingieri, la pianista ha trasmesso con la esecuzione della mazurca del suo maestro, scritta all’epoca in onore di Eleonora Berlingieri, sua sponsor – come si direbbe ora – nata a metà ottocento fra quelle mura, un’autentica emozione, in primo luogo dell’esecutrice, poi del selezionato pubblico.

Ho un compito racconta Monica Stirpari, quello di divulgare ancora di più le opere, anche inedite del maestro, raccoglie, insieme ai parenti tutto quello che ancora non si conosce della sua vita e della lunga carriera. Continua il racconto, dicendo, con tatto e discrezione che Scaramuzza, di carattere severo con tutti e dalla sua scuola sono usciti i più rinomati pianisti del  mondo, non andava mai ad assistere ai concerti degli allievi, solo al suo, un’unica volta, prima della scomparsa avvenuta nel 1968.

È ritratto infatti sorridente- sorrideva, dice, raramente -  dopo un concerto insieme alla sua prediletta. Ha inciso in sua memoria un cd, con anche alcune composizioni inedite, contiene la sua mazurca ed è davvero molto piacevole ed orecchiabile, in primo luogo per coloro che poco si intendono di musica colta.

La targa è messa, voluta da alcuni suoi concittadini, ora spetta alla sensibilità di chi governa la città pensare all’intitolazione del giardino di Viale Regina Margherita, vicino la sua casa ed anche una via, ripetono i parenti, l’abbiamo chiesta anni addietro, producendo una vasta documentazione, era il  momento di rivedere la toponomastica, come sempre è prevalsa la scarsa sensibilità, se non indifferenza. Ma a che serve vedere che angoli della città ci richiamano nomi illustri? Forse superare la banalizzazione della storia e la pochezza del presente!?

[Linda Monte]




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