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Tra incuria dell’uomo e calamità naturali ...


Tra incuria dell’uomo e calamità naturali, ci stiamo giocando anche gli ultimi scampoli di beni culturali.

Nessuno ne ha parlato finora, ma se vi fermate nel tratto di strada compreso tra i due lidi dell’Hotel Casarossa, vedrete che non c’è più a sovrastare quel lembo di spiaggia libera la casamatta (o bunker) che, come tanti altri lungo la costa, servivano da punti di avvistamento e di contrasto contro eventuali incursioni nemiche nell’ultimo conflitto mondiale.

Anzi, più che essere scomparsa, è crollata a causa dell’erosione del mare - riducendosi ad un cumulo di macerie - dovuta sicuramente agli ultimi eventi climatici ma anche, probabilmente agli annosi problemi di subsidenza sopportati dal nostro territorio.

Al capo opposto, non solo geograficamente ma anche cronologicamente, c’è la Fortezza aragonese (Castello di Carlo V) che non gode miglior salute. E se questo, come dicevamo, non è stavolta colpa della natura, si deve in buona sostanza al menefreghismo degli enti preposti alla sua salvaguardia.

Infatti, se andate anche di là noterete delle larghe e profonde crepe nel muro di contenimento dell’Orto Candela, lungo la Via Esterna Verdogne. Dopo le piogge dell'inverno quest’ultime si sono ulteriormente allargate, col rischio che, come nei pressi della chiesa di San Domenico, se ne venga giù tutto il terrapieno con grave rischio per l’incolumità dei cittadini.

Salendo più su, lungo la Discesa Bastione Castello, si scoprirà che la pietra d’angolo del baluardo, che è stata lì per secoli, è scomparsa dopo i lavori di riqualificazione di quell’area. Non sarà che a qualcuno è servita per adornare il proprio giardino? Questa asportazione, nonché creare uno squilibrio nella struttura soprastante, dà all’osservatore una sgradevolissima sensazione, come di una bocca sdentata.

Dulcis in fundo, in Piazza Castello potrete godere di un altro oltraggio perpetrato ai danni del centro storico, ossia lo sbriciolamento e poi la rimozione della chiave di volta dell’ingresso principale del castello.

Ora per fare conto pari, siccome la colonna di Capocolonna è ancora al suo posto, “ci scusiamo per l’imprevisto disagio, stiamo provvedendo… alla sua imminente caduta”.

[Enzo Filareto]

[19.02.2009]

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Immagini: tra incuria dell’uomo e calamità naturali 




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